Nato con la camicia. Ricordi di un bambino latitante, 1943-1945

Le leggi razziali fasciste e la fuga da Milano

“Nato con la camicia. Ricordi di un bambino latitante, 1943-1945” è il libro in cui mio padre Sandro Lopez Nunes racconta gli anni della guerra attraverso gli occhi di un bambino. “Sfollammo perché ebrei per salvare la nostra vita“.  Sono le parole che introducevano i racconti di mio padre e dei miei famigliari, quando ricordavano quegli anni.

Per la mia famiglia la guerra iniziò ben prima del 1939. Infatti nel 1938 in Italia entrarono in vigore le leggi razziali fasciste. Furono anni particolarmente difficili per la famiglia Lopez Nunes, che si trovò a scappare da Milano per nascondersi in luoghi sicuri.

Fin da giovane sentivo quelle storie, ma solo dall’età dell’adolescenza ho iniziato ad ascoltarle davvero. Sandro Lopez Nunes, mio padre, era nipote di Eugenia Lopez Nunes — di cui racconto la storia in un altro articolo del blog — e nelle sue pagine ripercorre i momenti più difficili e toccanti di quegli anni.

Copertina del libro Nato con la camicia, ricordi di un bambino latitante 1943-1945 di Sandro Lopez Nunes
Copertina del libro «Nato con la camicia. Ricordi di un bambino latitante, 1943-1945», Mimesis Edizioni.

Descrizione del libro “Nato con la camicia. Ricordi di un bambino latitante, 1943-1945”

La storia di questo libro ha avuto per i protagonisti un lieto fine. Sandrino e la sua famiglia si sono salvati dalle camere a gas e possono essere considerati quindi dei privilegiati. Le vicende che dovettero affrontare, piene di minacce e di insidie, avrebbero potuto avere ben altro epilogo, lo stesso che condusse molti ebrei a un viaggio senza ritorno.

Il capriccio della sorte decise altrimenti ed essi furono risparmiati. Dovrebbero forse coprirsi il capo di cenere e vergognarsi per essere sopravvissuti? Probabilmente no, ma una domanda tormentosa non smette di far sentire la sua molesta presenza: “Che cos’avevano di diverso gli scampati da quelli che invece finirono nei campi di sterminio nazisti?”.

Dove trovare il libro

Nato con la camicia. Ricordi di un bambino latitante, 1943-1945 è pubblicato da Mimesis Edizioni ed è disponibile nelle principali librerie online.

Condivido questa testimonianza per non perdere la memoria di quegli anni: la storia della mia famiglia è un piccolo tassello della più ampia vicenda degli ebrei italiani durante il fascismo, e credo sia importante raccontarla alle nuove generazioni, affinché certi capitoli della nostra storia non vengano mai dimenticati.

Eugenia Lopez Nunes: mezzosoprano del ‘900

Eugenia Lopez Nunes: gli esordi tra Livorno e Portoferraio

Eugenia Lopez Nunes nasce a Livorno nel 1883. All’età di quattordici anni si legge delle sue prime apparizioni. In principio è solita esibirsi in compagnia della sorella maggiore Albertina.

Il suo primo debutto la vede interprete a Portoferraio dove al teatro dei Vigilanti si esibisce nella Saffo. Si dice avesse molta disposizione per il canto: una voce gradevole e armoniosa.

Eugenia Lopez Nunes, mezzosoprano italiana dei primi del '900
Eugenia Lopez Nunes

Una carriera interrotta

Nei primi del ‘900 Eugenia interpreta come mezzosoprano opere di alto livello quale la Traviata, Manon Lescaut, Sansone e Dalila e il Rigoletto.

Le sue esibizioni la vedono viaggiare in Italia tra le principali città e i più importanti teatri.

Vive anche a Lecce dove si trasferisce con la sua famiglia e continua a dedicarsi alla musica.

Nel 1912 in seguito del suo fidanzamento si ritira dalle scene e si trasferisce a Berlino, dove vive fino a che la situazione avversa agli ebrei glielo permette. Come accadeva spesso alle donne della sua generazione, l’ingresso nella vita coniugale segnava per molte cantanti liriche la fine della carriera pubblica: gli usi del tempo non prevedevano che una donna sposata continuasse a esibirsi sulle scene.

Eugenia morì a Tunisi nel 1946.

Eugenia era zia di Sandro Lopez Nunes, che racconta le vicende della sua famiglia durante le leggi razziali fasciste nel libro Nato con la camicia.